Proverbi dice ‘non farti garante’, Gesù dice ‘dà a chi ti chiede’: è una contraddizione?
Quando leggiamo la Bibbia con attenzione, sorgono domande importanti che mettono alla prova il nostro discernimento spirituale e la nostra comprensione della Scrittura. In questo articolo vogliamo affrontare uno degli apparenti contrasti tra l’Antico e il Nuovo Testamento, e rispondere con precisione biblica a interrogativi come:
- Cosa significa “non farti garante” in Proverbi 6:1–3 e 11:15?
- Come si concilia con il comando di Gesù “dà a chi ti chiede” in Matteo 5:42?
- È giusto evitare di firmare per altri? O devo sempre aiutare chi mi chiede qualcosa?
- Esiste una contraddizione tra i Proverbi e gli insegnamenti di Gesù nel Vangelo?
- Come distinguere tra prudenza e generosità nella vita cristiana?
- Quando è giusto dire “no” per non cadere in un errore secondo la Scrittura?
Cominciamo.
In questo studio troverai una risposta biblica e coerente, basata sui testi originali e sui contesti precisi di ciascun passo, per capire quando applicare la saggezza dei Proverbi e quando vivere l’amore del Vangelo.
Nella lettura della Bibbia può capitare di imbattersi in apparenti contrasti tra l’Antico e il Nuovo Testamento. Uno di questi riguarda:
- I Proverbi, che mettono in guardia dal fare da garante per altri.
- Gli insegnamenti di Gesù, che esortano a dare a chi chiede e a prestare senza aspettarsi nulla in cambio.
La domanda che nasce spontanea è:
Come può un credente obbedire a entrambi questi insegnamenti senza cadere in contraddizione?
Analizziamo i testi con attenzione.
Indice [nascondi]
- 1 1. Il consiglio dei Proverbi: non ti fare garante
- 2 2. Il comando di Gesù: dona con libertà
- 3 3. Apparente contraddizione o armonia?
- 4 4. Quando seguire l’uno e quando l’altro?
1. Il consiglio dei Proverbi: non ti fare garante
Proverbi 6:1–3 (Nuova Riveduta):
“Figlio mio, se ti sei fatto garante per il tuo prossimo, se ti sei impegnato con uno straniero,
se sei rimasto intrappolato dalle parole della tua bocca,
se sei rimasto preso dalle parole della tua bocca,
fa’ così, figlio mio, liberati, poiché sei caduto in mano del tuo prossimo;
va’, gettati ai suoi piedi, insisti con lui.”
Proverbi 11:15 (Nuova Riveduta):
“Chi garantisce per un estraneo ne soffre, ma chi rifiuta di farlo è al sicuro.”
Questi versetti si riferiscono al farsi garante per debiti o impegni altrui, un atto che nell’antico contesto ebraico comportava rischi economici e legali seri.
La parola ebraica usata è ‛arab (עָרַב) – Strong #6148 – che indica impegnarsi personalmente per una promessa o un debito altrui, al punto da diventare responsabili in caso di insolvenza.
Il principio è chiaro: la Bibbia invita alla prudenza, sconsigliando l’assumersi responsabilità finanziarie per altri che non si possono controllare.
2. Il comando di Gesù: dona con libertà
Matteo 5:42 (Nuova Riveduta):
“Dà a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.”
Luca 6:34–35 (Nuova Riveduta):
“E se prestate a quelli dai quali sperate ricevere, quale grazia ne avrete?
Anche i peccatori prestano ai peccatori per riceverne altrettanto.
Ma amate i vostri nemici, fate del bene, e prestate senza sperarne nulla;
e il vostro premio sarà grande, e sarete figli dell’Altissimo;
perché egli è buono verso i malvagi e gli ingrati.”
Qui il contesto è diverso: Gesù non sta parlando di impegni legali o garanzie finanziarie, ma di generosità libera e disinteressata.
Le parole greche usate sono:
- δίδου (dídou) – Strong #1325: “dare, offrire spontaneamente”
- δανείζετε (danéizete) – Strong #1155: “prestare, fare un favore senza obbligo di restituzione”
L’insegnamento di Gesù è un invito a uno spirito di misericordia e di amore pratico, che non calcola l’interesse o il ritorno, ma si dona liberamente.
3. Apparente contraddizione o armonia?
Non c’è contraddizione, ma due verità complementari, da applicare con discernimento secondo il contesto:
PROVERBI | VANGELO |
Saggezza, prudenza, responsabilità personale. | Amore, generosità, dono disinteressato. |
Evita di assumerti obblighi che possono danneggiarti. | Dona quando puoi, senza aspettarti nulla in cambio. |
Non farti vincolare da debiti altrui. | Ama attivamente e aiuta chi è nel bisogno. |
La differenza è l’ambito e l’intenzione:
- Proverbi si riferisce a obbligazioni legali e debiti rischiosi.
- Gesù parla di offerte volontarie, spontanee, senza vincoli né aspettative.
4. Quando seguire l’uno e quando l’altro?
La chiave è discernere il contesto:
- Se puoi aiutare con un dono o un prestito libero, fallo: Matteo 5:42 e Luca 6:35 ti incoraggiano a farlo con amore.
- Se ti viene chiesto di firmare come garante per un debito o obbligo altrui, rifletti con cautela: Proverbi 6 e 11 ti mettono in guardia.
Filippesi 1:9 ci offre la sintesi perfetta:
“E prego che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento.”
Per concludere
La Bibbia non mette in opposizione prudenza e amore.
Piuttosto, ci insegna quando usare l’una e quando praticare l’altro, per vivere una vita di generosità responsabile.
Il credente è chiamato a dare con libertà, ma anche a non legarsi con leggerezza.
📚 Fonti e strumenti utilizzati
- Bibbia Nuova Riveduta (LaParola.net)
- Bibbia Nuova Diodati
- Strong’s Concordance:
- ‛arab (H6148) – “farsi garante”
- dídou (G1325) – “dare”
- danéizete (G1155) – “prestare”
- Interlinear Greek-English New Testament
- Vine’s Expository Dictionary






